Della mia prima visita a Parigi, uno dei monumenti che più mi aveva colpita era stata la splendida Sainte-Chapelle, la cappella palatina del re Luigi IX, conosciuto anche come Luigi il Santo.
La Sainte-Chapelle è un vero e proprio capolavoro dell’arte gotica, unico al mondo. Le sue vetrate sono tra le più belle che abbia mai visto e la rendono senza dubbio uno dei monumenti da vedere a Parigi. L’emozione di entrarvi è sempre fortissima e sono certa che non possa lasciare indifferente nessuno.
Fu costruita a partire dal 1241 e il suo scopo fu fin da subito molto particolare: contenere la corona di spine di Gesù e le altre preziose reliquie che il sovrano aveva acquistato. Un tempo era unita al palazzo reale, mentre oggi è inglobata nel Palazzo di Giustizia di Parigi.
Se stai pensando di visitarla, ecco qualche informazione pratica!
Il biglietto costa 13 € ed è gratuito sotto i 18 anni (e per i residenti UE tra i 18 e i 25 anni). Vista l’enorme affluenza e le ore che rischieresti di trascorrere in coda, io ti suggerisco di prenotare online un tour con biglietti per la Sainte-Chapelle e la Conciergerie, così salti la fila e visiti anche l’antico palazzo reale lì accanto.
Ma perché visitarla e cosa c’è da vedere al suo interno?
Ora te lo racconto.
Si parte!

Storia della Sainte-Chapelle
La Sainte-Chapelle è uno degli edifici gotici più belli di Parigi e, forse, di tutta la Francia. La cosa davvero sorprendente riguarda la velocità con cui venne realizzata: il progetto fu avviato intorno al 1241 e appena sette anni più tardi, nel 1248, la cappella del re era già consacrata.
L’architetto è tradizionalmente identificato con Pierre de Montreuil (lo stesso che lavorò anche a Saint-Denis, la chiesa che custodisce le spoglie dei re di Francia), anche se l’attribuzione resta incerta.
Come ti dicevo, re Luigi IX volle una cappella per il suo palazzo che custodisse le sacre reliquie della Passione, prima fra tutte la corona di spine. E qui arriva la parte sorprendente: se la costruzione della cappella fu costosissima, il prezzo delle reliquie fu addirittura più del triplo.
Ma da dove arrivavano queste reliquie?
La corona di spine non fu affatto “raccolta in giro per il mondo”: Luigi IX la acquistò nel 1239 da Baldovino II, l’imperatore latino di Costantinopoli che, a corto di denaro, l’aveva addirittura data in pegno ai banchieri veneziani. Il re la pagò circa 135.000 lire tornesi, quasi metà del bilancio annuale del regno.
Perché una spesa così folle? Luigi IX era un sovrano profondamente devoto, ma con quell’acquisto la fama di Parigi crebbe enormemente: la città divenne una nuova “Gerusalemme d’Occidente”, e il re fu poi proclamato santo.
Ecco una curiosità.
Oggi all’interno della Sainte-Chapelle non è più custodita alcuna reliquia. La grande teca d’argento che le conteneva fu fusa durante la Rivoluzione francese, ma la corona di spine si salvò: nel 1806 fu trasferita nel Tesoro della Cattedrale di Notre-Dame, messa in salvo dalle fiamme durante l’incendio del 2019 e, dopo la riapertura della cattedrale, vi ha fatto ritorno nel dicembre 2024, dove viene esposta ai fedeli ogni venerdì.

La cappella inferiore
Appena entrerai nella Sainte-Chapelle, forse proverai un po’ di delusione: la cappella inferiore è infatti molto modesta.
Tutte le pareti sono decorate con i simboli del re di Francia e con quelli di sua madre, Bianca di Castiglia (di cui ti parlerò tra poco), e le uniche decorazioni che troverai sono una statua della Vergine e alcuni affreschi del XIII secolo, tra le più antiche decorazioni parietali di Parigi.
Il vero tesoro si trova invece al piano superiore.
Ecco cosa ti aspetta.

Le vetrate della Sainte-Chapelle
Quando arriverai al piano superiore, ti si aprirà davanti agli occhi uno spettacolo mai visto. Qui ci sono ben 15 enormi vetrate alte 15 metri, con oltre 1100 scene, che lasciano pochissimo spazio alla struttura portante: la cappella sembra quasi reggersi per miracolo, come una gabbia di vetro e luce.
La luce che filtra è davvero suggestiva e dona all’insieme un’eleganza estrema.
È quasi per caso che le vetrate della Sainte-Chapelle ci siano giunte in buono stato. La Rivoluzione francese causò infatti la distruzione di moltissime opere religiose, soprattutto a Parigi: per fortuna qui le vetrate furono in gran parte protette perché la cappella era stata trasformata in archivio, e i pannelli vennero coperti dagli scaffali del Palazzo di Giustizia. A metà Ottocento un grande restauro (guidato tra gli altri da Jean-Baptiste Lassus e dal celebre Viollet-le-Duc) le riportò allo splendore originario e ricostruì la guglia che vedi ancora oggi.
Circa due terzi delle vetrate sono originali del Duecento e narrano storie bibliche: si parte dalla Genesi (prima vetrata a sinistra dell’altare) per arrivare all’Apocalisse di Giovanni (nel grande rosone, che però è più tardo).
Una delle vetrate racconta il ritrovamento della Vera Croce da parte di sant’Elena, madre di Costantino, il primo imperatore cristiano, e persino la storia dell’arrivo delle reliquie a Parigi e della costruzione della Sainte-Chapelle stessa: un modo, nemmeno troppo velato, per paragonare Luigi IX a Costantino.

Simbologia e numerologia
Un particolare interessante per capire la personalità di Luigi IX sono i simboli del giglio e del castello presenti sulle colonne. Il giglio, simbolo dei sovrani francesi, rimanda al padre di Luigi IX, mentre il castello è l’emblema della casata di Castiglia a cui apparteneva la madre Bianca.
Ma c’è di più!
Si è ipotizzato che la costruzione della Sainte-Chapelle segua un preciso schema simbolico e numerologico. La lunghezza dall’abside al portico misurerebbe 100 piedi, come nell’Antico Testamento si dice che il tempio di Salomone (il re giusto per eccellenza) fosse di 100 cubiti. È stato inoltre messo in relazione il rapporto tra i contrafforti esterni e interni del coro, un 50:30 che dà 1,6: il numero aureo, largamente usato nell’arte antica e medievale, come per esempio a Castel del Monte.
Tra le altre cose, l’abside della Sainte-Chapelle è costituita dalla metà di un dodecagono, numero che rimanda ai dodici Apostoli, mentre il numero sette dei lati del coro richiamerebbe l’Apocalisse o la creazione del mondo.

Bianca di Castiglia: una delle più grandi donne del medioevo
La Sainte-Chapelle fu costruita da Luigi il Santo, ma questo progetto si deve anche a sua madre, Bianca di Castiglia, una donna straordinaria, intelligente e colta, tra le più importanti regine medievali. Non solo crebbe più di dieci figli, ma resse le sorti dello stato francese per tantissimi anni.
Devi sapere che Bianca rimase vedova molto presto. Quando il padre morì, nel 1226, Luigi IX aveva solo 12 anni: era già stato incoronato re, ma non poteva certo governare da solo. Sua madre riuscì abilmente a fronteggiare la schiera di baroni che volevano impadronirsi del potere scavalcando il giovane sovrano.
Bianca di Castiglia mantenne lo stato unito e intatto fino alla maggiore età del figlio, grazie alla sua diplomazia e alle sue abilità politiche. Anche durante la crociata fu a lei che il figlio affidò gli affari di stato. Per tutta la vita fu la sua consigliera e il suo punto di riferimento.
Insomma, una donna davvero straordinaria per quell’epoca.

Informazioni pratiche e biglietti per la Sainte-Chapelle
La Sainte-Chapelle si trova sull’Île de la Cité, al numero 8 di Boulevard du Palais. Il modo più veloce per arrivarci è la metro linea 4, fermata Cité. L’orario di apertura è sempre alle 9:00, mentre la chiusura varia: alle 17:00 da ottobre a marzo e alle 19:00 da aprile a settembre.
Essendo un monumento nazionale, il biglietto per la Sainte-Chapelle costa 13 € per gli adulti, ed è gratuito sotto i 18 anni (e per i residenti dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni). Visto il gran numero di visitatori, ti consiglio di prenotare online il tour con biglietti salta-fila: risparmierai moltissimo tempo in coda e potrai abbinare la visita alla vicina Conciergerie.
Un consiglio in più: la Sainte-Chapelle si trova a due passi da altri gioielli di Parigi. Approfitta della zona per scoprire il Louvre, la Tour Eiffel e il Petit Palais, che si visita gratis.
