Anche tu sei innamorato delle bellissime opere di Caravaggio? Vorresti saperne di più sulla sua vita e sulle innovazioni che ha portato nel campo della pittura?
Ti trovi nel posto giusto!
Come spesso accade, la fama degli artisti è dovuta anche alla loro vita avventurosa e a volte dissoluta. La vita di Caravaggio fu costellata da numerosissimi colpi di scena, e l’artista ebbe non pochi problemi con i suoi committenti.
Ma è nei dipinti di Caravaggio che troviamo espresso tutto quel realismo che non solo lo ha reso unico, ma che ha generato molti imitatori e seguaci (tra cui anche Artemisia Gentileschi).
In questo post ti racconterò la vita di Caravaggio e ti spiegherò in maniera semplice la sua rivoluzione nel campo delle arti pittoriche.
Pronto a scoprirlo?
Si parte!
La vita di Caravaggio
Michelangelo Merisi, conosciuto come Caravaggio, nacque a Milano nel 1571. Il suo soprannome, Caravaggio appunto, deriva dal fatto che si credeva fosse originario di quel paese: in realtà la sua famiglia ebbe stretti rapporti con quella località, ma l’artista nacque a Milano.
Da ragazzo fece l’apprendistato a Milano nella bottega di Simone Peterzano, a sua volta allievo di Tiziano: è qui che assorbì la lezione del colore veneto. Nel 1592, ancora giovanissimo, lasciò la Lombardia e arrivò a Roma, pare dopo alcune risse e il ferimento di un poliziotto.
Nella città Eterna, grazie alla protezione del cardinal Del Monte, non ci mise molto a diventare famoso. Ma il suo carattere eccentrico e rissoso gli procurò guai continui: nel 1606, al culmine di una rissa (forse un duello per una scommessa sul gioco della pallacorda), uccise Ranuccio Tomassoni. Con una condanna a morte sul capo, fu costretto a fuggire da Roma e trascorse gli ultimi anni tra Napoli, Malta e la Sicilia, dipingendo senza sosta.
Caravaggio morì nel 1610, a soli 38 anni, a Porto Ercole: le fonti parlano di una febbre fatale, anche se non sono mai mancate ipotesi più romanzesche (c’è persino chi ha ipotizzato un agguato di emissari dei cavalieri di Malta, che avrebbe voluto vendicare l’offesa a un potente cavaliere).

Lo stile di Caravaggio
Uno dei punti chiave delle sue opere risiede nel fatto che Caravaggio voleva rappresentare la gente del popolo. Nelle sue tele si servì infatti spessissimo di prostitute, mendicanti e uomini comuni come modelli per le Vergini e i Santi. Ovviamente questo provocò aspre discussioni con la Chiesa e i committenti, ma è proprio da qui che nasce la sua straordinaria umanità.
I dipinti di Caravaggio sono particolari soprattutto per i loro incredibili effetti di luce e per l’espressività dei personaggi. Le ombre, i colori e le luci vengono reinventati e usati quasi come in una fotografia: da un fondo scurissimo emergono figure illuminate da un unico fascio di luce, in quello che gli studiosi chiamano tenebrismo.
Per esempio nel Riposo durante la fuga in Egitto alla Galleria Doria Pamphilj, l’angelo è voltato di spalle e san Giuseppe sembra davvero un povero falegname, incantato dalla musica celestiale. E gli stessi effetti di luce li ritrovi nel ciclo di San Luigi dei Francesi, dedicato a san Matteo.
Sono notevoli le differenze tra il manierismo, ispirato alla pittura di Raffaello e Michelangelo Buonarroti, e i dipinti di Caravaggio: semplici, sobri e pieni di vita e sentimento.
Grazie alle sue intuizioni, egli fu un innovatore totale nella storia della pittura.

La tecnica di Caravaggio
Michelangelo Merisi fu uno sperimentatore anche dal punto di vista tecnico.
A differenza dei suoi contemporanei, non partiva quasi mai da disegni preparatori: dipingeva direttamente dal vero, sistemando i modelli in uno studio buio illuminato da una sola sorgente di luce dall’alto. Sulla tela stendeva una preparazione scura e, invece di disegnare, tracciava delle sottili incisioni nell’imprimitura per fissare la posizione delle figure (si vedono ancora oggi nelle radiografie delle sue opere).
Il risultato è quel senso di presenza quasi fisica dei suoi personaggi, che sembrano venirci incontro dall’oscurità.

Perché è un pittore maledetto?
La vita e l’arte di Caravaggio sono state oggetto di moltissime discussioni.
Questo personaggio così eccentrico quasi anticipa gli artisti della Parigi bohémienne e l’ideale del genio maledetto e rissoso. Anche Michelangelo Buonarroti aveva una personalità poco rispettosa dell’autorità, ma il Merisi era conosciuto proprio come attaccabrighe.
Il realismo che si nota nelle opere di Caravaggio è talmente presente da esasperare le emozioni, portandole al limite. Oltre a questo, l’abitudine di usare gente comune e prostitute come modelli condizionò non poco la sua fama.
Molto interessante è l’episodio legato alla Morte della Vergine (oggi al Louvre). Quest’opera venne infatti rifiutata dal committente perché la Madonna raffigurata era priva di qualsiasi attributo mistico. Si dice addirittura che per il dipinto Caravaggio abbia usato come modella una prostituta trovata annegata nel Tevere: questo spiegherebbe il ventre gonfio della donna e il colore del viso. Fecero molto scandalo, per l’epoca, anche i piedi ritratti nudi fino alla caviglia.
Nonostante tutto, i dipinti di Caravaggio restano tra i più belli della storia dell’arte.

Come era visto Caravaggio dai suoi contemporanei
Karel van Mander era un pittore e scrittore fiammingo. Nel suo Schilder-boeck (Libro dei pittori, 1604), scritto sul modello delle Vite di Vasari, dedicò una parte ai pittori italiani. È molto interessante leggere la sua opinione su Caravaggio e quello che si diceva di lui all’epoca:
“C’è anche un Michelangelo da Caravaggio che fa a Roma cose meravigliose. [Però] accanto al buon grano c’è l’erbaccia: infatti egli non si consacra di continuo allo studio, ma quando ha lavorato un paio di settimane se ne va a spasso per un mese o due, con la spada al fianco e un servo dietro di sé, e gira da un gioco di palla all’altro, sempre pronto ad attaccare briga e ad azzuffarsi, tanto che è raro che lo si possa frequentare. […] Nonostante questo, la sua pittura è fuori discussione.”
“Non esegue un solo tratto senza farlo direttamente dal modello vivo. E questa non è una cattiva via per giungere a buon fine, perché dipingere servendosi di disegni, anche se tratti dal vero, non è così sicuro come tenersi il vero davanti e seguire la natura in tutta la varietà dei suoi colori.”

Dove ammirare le opere di Caravaggio
Oggi si possono ammirare moltissime sue opere a Roma. E la bella notizia è che diverse si vedono gratis, perché si trovano nelle chiese: il ciclo di san Matteo a San Luigi dei Francesi, la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro a Santa Maria del Popolo, la Madonna dei Pellegrini in Sant’Agostino.
Altri capolavori si trovano nei musei della capitale: alla Galleria Borghese (che ne conserva ben sei), a Palazzo Barberini, ai Musei Vaticani, ai Musei Capitolini e alla Galleria Doria Pamphilj.
Un consiglio: se vuoi collegare i vari luoghi e farti raccontare vita e opere del Merisi da chi le conosce bene, esiste un tour guidato sulle orme di Caravaggio tra le chiese di Roma.
Ma le opere di Caravaggio oggi sono sparse in molti altri musei del mondo, perché la sua fama, ieri come oggi, è universale. Ne ho trovate perfino alla Pinacoteca di Brera di Milano, alla Gemäldegalerie di Berlino, al Louvre di Parigi, al Prado di Madrid e a Malta, dove lavorò per alcuni anni.